I Jefferson esempio di sitcomedy moderna

Senza dubbio la serie tv I Jefferson (The Jeffersons) risulta essere ad oggi il crocevia delle sitcomedy moderne, rappresenta infatti il prototipo delle serie tv che successivamente avremmo visto nel corso degli anni.

Definita come la più longeva di tutte, con un cast prevalentemente afroamericano, la  sitcomedy è stata una delle prime a rappresentare una famiglia nera di successo, aprendo la strada a future serie tv come “I Robinson” e “Il principe di Bel-Air“. È stata anche la prima sitcomedy ad avere una coppia interrazziale con i personaggi Helen e Tom Willis e quindi ad utilizzare la differenza di “colore” per creare battute, ovviamente ironiche, sulle differenze razziali che attanagliavano gli Stati Uniti (e non solo) in quel momento e che in realtà sono ben presenti anche oggi.

Al suo debutto nel 1975, lo show era una sorta di “costola” di “All In The Family” da noi conosciuto come “Arcibaldo” ma si concentrava, a differenza di quella sitcomedy, su una famiglia nera. George Jefferson mostrava la sua sfiducia nei confronti dei bianchi e condivideva le sue opinioni sulla razza americana con molto fervore punzecchiando il suo vicino di casa e contrastando le opinioni di Archie Bunker sulle minoranze.

La sitcomedy I Jefferson  ha in realtà trattato per la prima volta temi raramente discussi in televisione, e l’utilizzo frequente da parte dei personaggi di termini molto “carichi” come “negro” e “honky” (in pratica “nero” e “bianco” in forma molto dispregiativa) colloca la serie tv in un filone tutto suo. Sebbene George e sua moglie Louise “Weezy” con l’improvviso successo vengono catapultati in un mondo prevalentemente bianco, I Jefferson rappresentarono il simbolo della cultura nera. Anche la famosa canzone tematica dello show ricordava le melodie gospel spesso ascoltate nelle chiese nere.

I Jefferson esempio di sitcomedy moderna

Wikimedia Commons

The Jeffersons , è andato in onda sulla rete CBS dal 1975 al 1985, si è concentrato su episodi di vita quotidiana in un lussuoso appartamento di un attico sulla East Side di Manhattan. La sitcomedy è stato concepita dai produttori indipendenti, Norman Lear e Bud Yorkin. La creazione di questo gruppo di sitcomedy di grande successo e spesso controverse tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, ha contribuito a cambiare la storia della televisione. Programmi come Maude , Sanford e Son sono tra le serie tv più viste di tutti i tempi.

George e Louise Jefferson conducono una vita tra denaro e successo, hanno persino una loro governante nera, una cameriera scontrosa di nome Florence. Il cast di supporto consisteva in un numero di personaggi unici incluso il vicino Harry Bentley, un eccentrico inglese che era solito combinare guai; i Willis, una coppia di razza mista con due figli adulti, una ragazza nera e un ragazzo bianco; ed il sempre ossequioso e in cerca di mance Ralph il portiere, che non conosceva vergogna quando si trattava di guadagnare anche solo un centesimo. Personaggi occasionali comprendevano la madre di George, l’anziana ma arzilla “Mamma Jefferson” (l’attrice, Zara Cully morì nel 1978), ed il figlio di George e Louise (che fu interpretato in vari periodi da due attori diversi).

Il personaggio di George Jefferson è stato concepito come un Archie Bunker di colore. George era intollerante, maleducato e testardo; si riferiva ai bianchi come “honkies“. Louise invece era il suo opposto, passava la maggior parte del tempo a scusarsi per il comportamento del marito ed era solita compiere buone azioni. L’ingresso, quasi immediato nella sitcomedy di Florence, la cameriera, ha fornito un grande aiuto comico, con le sue continue battute e punzecchiamenti verso George. Non aveva paura dei suoi scoppi d’ira e, anzi, aveva poca considerazione per lui o per le sue invettive, spesso si riferiva al suo datore di lavoro con l’appellativo di “piccoletto“.

Non furono poche le polemiche che circondarono I Jefferson durante i dieci anni della durata delle serie in prima serata tv negli Stati Uniti, lo spettacolo fu sommerso da critiche. I reclami che arrivavano alla rete televisiva erano tantissimi e da tutte le parti: dai media, critici televisivi, spettatori di tutti i giorni. Per alcuni, il personaggio di Louise Jefferson non era altro che uno stereotipo di “Mammy” del vecchio-sud, dall’altra parte invece George, anche se un uomo d’affari milionario, era generalmente visto come nient’altro che un buffone preso in giro dalla sua stessa cameriera che non aveva rispetto per lui.

Ironicamente, mentre lo spettacolo continuava nel conservatorismo degli anni di Reagan, il tono del programma comincio a cambiare. Lo stereotipo di Louise Jefferson scomparve, così come il suo “inglese non proprio perfetto“, non si faceva menzione della sua vita precedente come governante, cosa che invece accadeva spesso negli episodi delle prime stagioni, ma ancor più importante il razzismo di George fu attenuato lasciando comunque la comunità nera americana divisa nella valutazione del programma.

Dei personaggi principali del cast ad oggi è ancora in vita Marla Gibbs, che interpretava il personaggio di Florence la domestica.

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